Auto nuove in Europa : la ripresa c’è ma il credito no
Gli ecoincentivi si fanno sentire nei loro effetti: anche se ancora in flessione il mercato auto nuove in Europa si mostra in controtendenza.
La flessione sulle vendite del mese di Febbraio è stata del 18,3 % e dunque un dato molto più bilanciato di quello di gennaio che aveva visto in Europa una flessione record che aveva fatto temere il disastro.
Questo vale a portare al 22,5 % la flessione del primo bimestre 2009.
Se consideriamo che la maggioranza dei paesi europei ha adottato i provvedimenti anti-crisi tra il 10 e il 15 febbraio il dato dello stesso mese fa respirare il mercato, soprattutto in vista che il mercato tedesco e italiano si mostrano trainanti.
Quesi tutte le case automobilistiche hanno visto flessioni consistenti nelle vendite : la maglia nera va alla Land Rover con un netto -45,6 % , seguita da BMW con un -30,8 % , seguita da GM con un .29,1 % e dalla Renault con un secco -28,5 %.
In contotendenza invece l’Alfa Romeo con un + 9,00 % e la Jaguar con un +18,9 % .
Il mercato tedesco è sicuramente quello dove le cose vanno meglio : gli ordini sono cresciuti addirittura del 61 % mentre le immatricolazioni hanno fatto registrare un + 21,8 % nel mese di Febbraio rispetto al febbrario 2008.
Le previsioni sono rosee ma il troppo ottimismo è contrastato da un esaurimento dei fondi statali già dalla fine di aprile : questo significherebbe una probabile flessione per i mesi di maggio e giugno. Gli operatori del settore hanno già levato la loro voce affinchè i fondi siano rinnovati.
Bene anche l’Italia dove fino all’11 del mese, per l’effetto attesa, il calo era stato di un drammatico -40,00 Â % : l’ultima parte del mese ha fatto registrare invece un incremento pari allo 0,3 %.
Ma la crisi mondiale ha determianto un altro effetto sulle vendite : la stretta creditizia operata da Banche e Finanziarie sta pesando oltremodo sulle vendite del nuovo come sull’usato.
Ma riaprire i cordoni creditizi non solo al consumo finale, ma anche quelli destinati alla media e piccola impresa : attorno all’industria automobilistica orbita un indotto consistente che mancando di ossigeno potrebbe ritardare consegne e produzione e mettere dunque gli ordini e la loro evasione.
Non solo: quasi tutti i concessionari provvedono al ritiro dell’usato e allarmati dalla consistente flessione dell’usato potrebbero orientarsi a forme di “conto vendita” meno rischiose e impegantive dal punto di vista finanziario che costringerebbe il consumatore finale a dover finanziare l’intero importo per l’acquisto di un autoveicolo nuovo.
A questo punto gli operatori giustamente reclamano un intervento anche a livello europeo per la riapertura del credito.
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