Nulle le multe degli autovelox non segnalati almeno da 400 metri

multe autoveloxNon basta che gli apparecchi per la rivelazione della velocità. gli autovelox, siano segnalati, ma devono essere segnalati almeno 400 metri prima e le segnalazioni devono essere chiare e ben visibili.
A stabilirlo è stata una sentenza della Suprema Corte di Cassazione che, riunita nella seconda sezione penale, ha stabilito questa fondamentale regola, tra l’altra già espressamente richiamata in una circolare del Ministero.
La sentenza, che porta il numero 11131, non si è limitata solo a determinare come e dove va apposta la segnaletica, ma ha ordinato anche il sequestro di un congruo numero di Autovelox della ditta Speed Control installati in provincia di Cosenza.
Secondo l’impianto accusatorio questi apparecchi erano stati volutamente mimetizzati e non segnalati al fine di trarre in inganno gli automobilisti : a essere sequestrati non sono stati solo gli apparecchi per il controllo della velocità, ma anche le auto , a bordo delle quali erano stati installati, mimetizzandoli alla vista degli automobilisti.
La societa Speed Control, proprietaria degli autoveicoli mimetizzati, riceveva una percentuale per ogni verbale comminato, in deroga alla circolare del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2007, che indica chiaramente che le apparecchiature per il rilevamento della velocità, vanno segnalati in modo chiaro e visibile, almeno 400 metri prima.
Questa sentenza offre agli automobilisti la seria opportunità di presentare ricorso per le multe da a utovelox non segnalato: non è difficile che saranno diverse migliaia.
L’ipotesi sostenuta da Carlo Rienzi, Presidente del Codacons, potrebbe essere la migliore : secondo il Presidente di questa associazione consumatori, dovrebbero essere direttamente i comuni ad annullare le multe erogate dagli autovelox non opportunamente segnalati.
Questo eviterebbe lo stillicidio di migliaia di ricorsi e favorirebbe la fiducia nel cittadino verso gli enti comunali.
Gli autovelox sequestrati

In effetti si è giunto a questo grado di giudizio (la Cassazione) su ricorso proprio della società proprietaria degli apparecchi di controllo della velocità, avversa alla sentenza del Tribunale di Cosenza che, confermando il dispositivo di sequestro degli autovelox della Speed Control da parte del Giudice per le indagini preliminari di Paola , aveva dedotto in giudizio il reato di truffa.
In pratica la Speed Control riceveva una ricompensa per ogni multa comminate e quindi il suo interesse a mimetizzare per ingannare gli automobilisti è stato riconosciuto fondato.
D’altra parte l’art. 142 del Codice della Strada è chiarissmo ed è stato avvalorato dalla successiva circolare ministeriale.
La società Speed Contro ricorreva al giudizio in Cassazione ma, anche in questo grado di giudizio, soccombeva definitivamente.
Per i comuni ora si tratta di adeguarsi a questa sentenza : e l’interesse di questi a farlo spontaneamente è presto spiegato.
Migliaia di ricorsi potrebbero mettere in ginocchio proprio quelle casse comunali che si intendeva rivitalizzare con le multe comminate.
E da ora in poi occhio alle segnalazioni : se non ci sono le multe sono nulle.

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